24) Heisenberg. Sul principio di causalit.
E' noto che il principio di indeterminazione, scoperto dallo
stesso Heisenberg, mette in crisi soprattutto il concetto di
causa, di cui in questa lettura lo scienziato-filosofo esamina
criticamente l'interpretazione pi forte.
W. Heisenberg, Ueber den anschaulichen Inhalt der
quantentheoretischen Kinematik und Mechanik, [Sul contenuto
evidente della cinematica e meccanica quantistica, 1927], ora in
Gesammelte Werke, Berlin, 1984, pagina 503, traduzione G.
Gembillo.

 Tuttavia nella formulazione pi forte del principio di causalit:
se noi conosciamo il presente esattamente possiamo predire il
futuro,  falsa non la conseguenza, ma la premessa. Noi non
possiamo in linea di principio conoscere il presente in ogni
elemento di determinazione. Perci ogni osservazione  una
selezione da una quantit di possibilit e una limitazione delle
possibilit future. Poich ora il carattere statistico della
teoria quantistica  cos intimamente associato alla inesattezza
di tutte le percezioni, si potrebbe essere condotti alla
supposizione che al di l del mondo percepito statisticamente si
celi ancora un mondo reale, nel quale il principio di causalit
 valido. Ma tali speculazioni ci sembrano, per dirlo
esplicitamente, infruttuose e insensate. La fisica deve descrivere
soltanto la connessione formale delle percezioni. Piuttosto si pu
caratterizzare molto meglio il vero stato della cosa in questo
modo: poich tutti gli esperimenti sono soggetti alle leggi della
meccanica quantistica, e dunque all'equazione, da ci segue che
attraverso la meccanica quantistica viene stabilita
definitivamente la nullit (Ungltigkeit) del principio di
causalit.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume quarto, pagine 803-804.
